Appello al buon senso contro il referendum farlocco

IL REFERENDUM FARLOCCO: perché disertare l’urna il 22 ottobre 2017 e nel contempo non sprecare tempo e denaro dei contribuenti
Caro Amico/a,
il 22 ottobre prossimo si terrà il referendum consultivo con il seguente quesito ”Vuoi che alla Regione del Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?”; prima di recarti all’urna ti chiediamo di tener presente quanto segue:
1. La Regione del Veneto già ad inizio 2008, 9 anni or sono, aveva spedito a Roma una richiesta di avere maggiore autonomia, come prevede la Costituzione art. 116 comma 3. La pratica era seguita da Galan e Zaia, rispettivamente Presidente e Vice-Presidente della Regione. Da maggio 2008 Berlusconi, Bossi, Calderoli e Maroni e quindi Zaia che nel frattempo era diventato Ministro dell’Agricoltura, governavano a Roma. La cinquina di “eccellenti” governanti non ha “portato a casa” né maggiori competenze né risorse per il Veneto.
2. La Corte Costituzionale esaminando due leggi regionali del 2014, con sentenza del luglio 2015, ha scritto e ripetuto che il Veneto non può né diventare né aspirare ad essere una Regione “Sovrana ed Indipendente”, a “Statuto Speciale” e nemmeno che noi Veneti possiamo avere a disposizione l’80% delle tasse e tributi che paghiamo allo Stato Italiano. Infatti ha bocciato 5 (cinque) su 6 (sei) quesiti referendari ed è rimasto in piedi quello “vuoto” del 22 ottobre, che – come puoi ben capire- non ha alcun contenuto pratico. Si diventa “Regione a Statuto Speciale “se inseriti nel comma 1 dell’art. 116 della Costituzione e Luca Zaia lo sa fin dal 2006. In fatti nell’ottobre di quell’anno, la Giunta Regionale di cui egli faceva parte quale Vice-Presidente approva l’avvio della richiesta di cui al punto 1 ed il suo compare di cordata nonché Presidente e Senatore, Giancarlo Galan, s’impegna a presentare un disegno di legge per inserire il Veneto nella lista delle Regioni a Statuto Speciale. Com’è andata a finire? Nulla di nulla, l’ostracismo e l’indifferenza del Centro Destra, a partire dalla Lega, ha lasciato morire l’iniziativa e noi, ad 11 anni data, siamo qui a discutere del sesso degli angeli!
3. Il Governo di Roma il 16 maggio 2016 aveva invitato il Presidente del Veneto a sedersi ad un tavolo per discutere delle richieste già inoltrate una prima volta nel 2008 ed una seconda volta nel 2016; sai che ha fatto il nostro Presidente? Non si è presentato ed ha indetto il referendum inutile e costoso per 13.510.000,00 di euro a carico della Regione. Forse era meglio andare a vedere le carte ed iniziare la trattativa, dato che uno che governa deve affrontare i problemi e non scappare dalle proprie responsabilità per le quali è lautamente pagato. Con quelle risorse si possono fare tante cose. Ad esempio noi abbiamo dato una prima indicazione di aumentare, da subito, il budget di 8 milioni già stanziato per l’assistenza odontoiatrica a favore di: a) i bambini/e fascia d’età 0-14, ben 990.000 unità b) le persone con più di 64 anni, ovvero 1.100.000 unità c) le persone in vulnerabilità sanitaria e sociale portandolo a ben 21.510.000,00 € idonei a coprire le esigenze di chi è in stato di necessità e non ha redditi elevati.

La Regione Emilia-Romagna senza sprecare soldi, sta già trattando ed il Presidente del Veneto deve riprendere-da subito- il tavolo negoziale abbandonato. Luca Zaia è stato eletto appena due anni fa ed ora rappresenta tutti, anche chi non l’ha votato e deve fare sul serio l’interesse dei Veneti!

Il Comitato Riscossa Civica Veneta contro il Referendum Farlocco

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