Da EXPO a FICO : Bologna lancia il Parcoagroalimentare per gestire l’eredità

LA DISNEYLAND DEL CIBO. Presentate 40 aziende che animeranno il parco con campi coltivati, allevamenti, laboratori di trasformazione di materie prime, didattica

Mara Monti   – Il Sole 24 Ore   – 27 Ottobre 2015

 

Da Expo a Fico. Mancano cinque giorni alla chiusura dell’esposizione universale di Milano e mentre ancora non è chiara quale sarà la destinazione dell’area di Rho, c’è già un progetto che ne raccoglierà l’eredità. Un progetto non a tempo, ma destinato a durare almeno 40 anni. E’ il parco agroalimentare di Fico, la “Fabbrica Italiana contadina” che sorgerà alle porte di Bologna sugli spazi del Caab, il mercato all’ingrosso agroalimentare della città che da gennaio verrà trasferito in un’area adiacente.

Il parco destinato a diventare la “Disneyland del cibo” si svilupperà su un’area di 80mila metri quadrati e verrà inaugurato entro la fine del 2016: «Mi sarebbe piaciuta l’apertura di Fico dopo la chiusura di Expo, ma non sarà così, apriremo qualche mese dopo, ma andrà bene uguale. Una data indicativa? Nella seconda parte del 2016 o nella prima parte del 2017», ha detto Oscar Farinetti fondatore di Eataly, ieri all’Expo dove è stato presentato il progetto insieme alle 40 aziende che animeranno il parco agroalimentare di Bologna. Un progetto complesso dove troveranno spazio campi coltivati e allevamenti dimostrativi, mercati e botteghe, 40 laboratori di trasformazione di materie prime, 20 ristoranti, 10 aule per la didattica e la formazione e 4mila metri quadrati di padiglioni per eventi, iniziative culturali e didattiche legate al cibo, per scoprire l’Italia e le sue biodiversità.

Dall’Expo di Milano a Fico di Bologna, una sorta di passaggio del testimone di un progetto nato per iniziativa Centro Agroalimentare di Bologna e del suo presidente Andrea Segré, promosso dal Comune di Bologna, gestito da Eataly World, la società costituita da Eataly e Coop Adriatica. Il progetto è gestito attraverso un fondo immobiliare da 100 milioni di euro gestito da Prelios, sottoscritto per la metà da soci privati: primo socio è il Caab, seguito dall’Enpam l’ente previdenziale dei medici e da Eataly-Coop. «Sarà la nostra Disneyworld e attirerà turisti da tutto il mondo, che vengono in Italia per conoscere la sua cucina”, ha aggiunto Farinetti che con Eataly a Expo ha fatturato 31 milioni di euro ben oltre 20 milioni previsti: «Bisogna non disperdere questa esperienza e da lunedì mi trasferirò a Bologna». Un progetto sostenuto anche dal governo perché come ha spiegato il ministro dell’agricoltura Maurizio Martina «ci sono tutte le condizioni perché il progetto di Bologna erediti la storia narrativa di Expo raccogliendo la sfida che si aprirà dopo l’esposizione universale in una regione l’Emilia Romagna che è la spina dorsale della nostra economia».

La regione Emilia Romagna e il Comune di Bologna sono convinti che Fico raccoglierà l’eredità di Expo. L’amministrazione comunale che per ragioni di spending review non ha partecipato all’esposizione, per Fico ha conferito l’immobile del Caab valutato circa 50 milioni. Dal parco, il sindaco Virginio Merola si aspetta «circa 6 milioni di visitatori, 4 dalla regione Emilia Romagna, uno dalle altre zone del paese e uno dall’estero, un’occasione per valorizzare il nostro territorio che può avere ricadute importanti sull’economia, a cominicare da un indotto di 3 mila lavoratori più 700 dipendenti diretti, in particolare giovani». Il presidente della commissione Agricoltura al Parlamento europeo, Paolo de Casto ha ricordato come Fico può diventare una piattaforma educativa a livello europeo sull’alimentazione nelle scuole.Parco agroalimentare

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