Manometti qua sputtana là, Eia Eia alalà

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complottolNon deve essere considerata casuale la coincidenza tra l’emergere dello scandalo firme false grilline con l’accentuarsi del linguaggio truculento, melmoso, barbaro ed ombroso dal parte del caudillo genovese.
Nell’aspra competizione in corso, mentre le tifoserie del SI e del NO si tanno arrovellando sui dettagli e sul significato della Riforma Costituzionale, c’è una formazione politica (M5s) che ha deciso di approfittare della fisiologica “confusione democratica” in corso per introdurre nella pratica e nel linguaggio politico l’adozione del metodo “ogni mezzo è utile per raggiungere l’obiettivo”.
La manomissione dei documenti e lo sputtanamento sistematico degli avversari rientrano in questa strategia resa possibile dalla struttura organizzativa in franchising e dal pensiero degradato del boss che prefigurano il neototalitarismo pentastellato in cammino. Tali caratteristiche distintive, poi, sono incardinate in quella orrida ed oscura Piattaforma denominata Rousseau che sotto il profilo della visione democratica è “una cagata pazzesca”, ma per la falsificazione virale della realtà ed il disorientamento dell’opinione pubblica si rivela uno strumento efficacissimo.
Ciò che in questa vicenda appare sorprendente, ma a ben vedere non lo è, è l’atteggiamento dei competitor che co-operano, nell’ambito dello schieramento del NO, con Grillo: lo “psiconano” Berlusconi ed il “Gargamella” Bersani si stanno dando da fare per aiutare lo psicopatico, ex comico autoattribuitosi il ruolo di leader politico, a dare l’assalto alla diligenza guidata dal “menomato morale”, “lesionato”, “scrofa ferita”….
Mentre gli ipocriti, rancorosi (ed un po’ vigliacchi) avversari del Presidente del Consiglio gridano al rischio della “democrazia autoritaria”, giovani balilla crescono capitanati da un personaggio che, se dovesse cadere sotto i colpi della propaganda sfascista l’unico suo antagonista democratico (Renzi), non si farà scrupolo di prendersi ed esibire il loro scalpo (si fa per dire, perché, nel caso di Berlusconi e Bersani gli resterebbe ben poco da strappare!).
L’aspetto grottesco della vicenda che sta andando in scena nella campagna referendaria è quello rappresentato dai professoroni, ottuagenari, e romanticoni che in questi mesi hanno richiamato retoricamente i valori della Resistenza, ma resi miopi dall’età e dal pregiudizio ideologico, non si sono accorti d a dove stanno arrivando gli attacchi ed i pericoli per la convivenza democratica.

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