Una comicità vomitevole

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I panni e la maschera di (ex) comico non costituiscono più un alibi per tollerare il linguaggio e gli argomenti di un personaggio che non solo ha chiaramente perso il lume della ragione ed oltrepassato i confini della decenza pubblica, ma continua imperterrito a versare aceto sulle (nostre) sofferenze di cittadini che hanno vissuto la lunga catena di orrori e stragi e sono ben coscienti della natura cancerogena dell’organizzazione mafiosa, la cui evoluzione, nel corso dei decenni, non ne ha modificato il codice immorale ed intrinsecamente ostile alle strutture ed al funzionamento della democrazia. Se è scontato che nell’opinione pubblica, superata la prima stagione di consenso e simpatia per il populista genovese, si manifesti un sussulto di consapevolezza e disconoscimento di affermazioni vomitevoli, ci domandiamo fino a che punto i parlamentari del M5S trangugeranno senza batter ciglio canovacci e sceneggiate che manomettono impudicamente la storia del Paese e contaminano irreparabilmente anche la validità e l’efficacia di alcune loro battaglie per istituzioni più trasparenti ed affidabili.

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