Verso la Terza Guerra mondiale?

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L’affermazione, sorprendente e volutamente shockante, che Papa Francesco ha fatto di fronte ai giornalisti nell’aereo che lo riportava a Roma dopo il Viaggio Apostolico nella Repubblica di Corea, ha posto all’opinione pubblica mondiale – che sia orientata da sentimenti religiosi o laici non cambia – la necessità di prendere atto della cruda realtà rappresentata dalla fenomenologia di diffusi conflitti armati, in diverse aree del mondo, che prefigurano una versione “aggiornata” di guerra globale. Le cause scatenanti degli scontri – con diversi gradi di intensità e drammaticità – sono diverse, ma non c’è dubbio alcuno  che, accanto ai risorgenti nazionalismi, l’epicentro degli scontri e delle aggressioni più cruente è rappresentato da quei territori nei quali esiste un insediamento storico culturale di popolazioni cristiane che sono sottoposte ad attacchi criminali e terroristici da parte di formazioni militari e veri e propri eserciti islamisti mossi da una volontà di sterminio sorretta e motivata dal fanatismo jihadista. Siamo di fronte ad una drammatizzazione che ha colto impreparata e “sorpresa” molta parte dei Paesi occidentali per ragioni che sono correlabili sia alla vacuità della politica estera europea che all’approccio arrendevole e ritardatario del Presidente americano. Ma in questo tornante storico, le parole del papa non costituiscono tanto un monito politico, bensì una sollecitazione forte e decisa a prendere atto della necessità di una riflessione culturale e spirituale delle ragioni profonde dell’incipiente “terza guerra mondiale”. Uno dei temi chiave è ovviamente quello della natura della recrudescenza della terrificante violenza islamista rivolta contro i cristiani e strategicamente  finalizzata a riproporre una regressione (e/o rivincita)  storica con l’obiettivo di aggredire e “sconfiggere l’occidente”. Su tale questione si esercita da molto tempo, con la perspicacia ed il rigore che gli deriva da una conoscenza ed uno studio sistematici,  sorretti da una fede cristallina e da un’osservazione diretta sul campo nel territorio israelo-palestinese, l’amico Gianfranco Trabuio,  di cui ripropongo  testo più recente, pubblicato nel suo Blog, con il  quale  ci offre un’analisi lucida e disincantata che fa piazza pulita di ignoranza, superficialità, pregiudizi ed opportunismi con cui vengono tuttora affrontati gli interrogativi ed esaminati  i rischi che la minaccia islamista rappresenta per la cultura occidentale.  Considero la lettura  del suo documento un atto preliminare e propedeutico per l’avvio di una riflessione  e di un confronto che porti ad una consapevolezza più matura e ad una reazione più coraggiosa e tempestiva dal pericolo del terrorismo  jihadista, sia sul piano militare che su quello religioso e socio-culturale.

http://www.gianfrancotrabuio.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=127:sul-sentiero-della-conoscenza-reciproca&Itemid=201

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