UN ITALOAMERICANO CON-VINCENTE(LLI)

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UN ITALOAMERICANO CON-VINCENTE (LLI).

Una  performance di Alberto Sangiovanni  Vincentelli al Centro  Congressi Papa Luciani di Padova, giovedi 10 maggio u.s.,  è di quelle da segnare nel  diario degli eventi importanti a cui si è avuto la fortunata occasione di partecipare.

Gli occhi vivaci ed un sorriso sornione in un volto in cui una marcata impronta dei baffi dona allo sguardo indagatore il velo di un’ironia che è presente anche nella  lunga relazione e nelle risposte argomentate con immediatezza ed efficacia sconcertanti per la capacità di sorprendere e replicare anche agli interroganti più esigenti.

Un  curriculum in cui la sterminata produzione scientifica si intreccia con una strepitosa carriera imprenditoriale ed un’attività consulenziale senza sosta, senza confini, senza  limiti ad una predisposizione a scandagliare i molteplici campi e le più ardite sfide dell’innovazione a 360 °.

Rinvio, naturalmente, al sito degli organizzatori, www.segnavie.it, ed alla ricchissima informazione rintracciabile in rete e mi concentro sulle annotazioni che mi hanno maggiormente arricchito e convinto nell’ambito di un incontro che si proponeva di ottimizzare il contributo di un ospite eccezionale con l’avvio di una riflessività che coinvolgeva 25 partecipanti in rappresentanza di Aziende, Associazioni, Enti ed istituti finanziari co-interessati a dare vita ad un ecosistema socio-economico in grado di promuovere e sostenere l’innovazione.

Le riassumo per punti, in cui si possono identificare titoli di argomenti illustrati in profondità, battute ed aforismi, risposte taglienti ed affermazioni polemiche, riflessioni sarcastiche: insomma un caleidoscopio di riflessioni a voce alta sulle quali suggerisco, innanzitutto a me stesso, di continuare l’approfondimento e ritornare con la mente allo scopo di ri-provare lo stupore ed il godimento intellettuale di fronte ad una personalità che riunisce in se stessa la ricchezza culturale rinascimentale dell’italian style con la vitalità debordante di un protagonista assoluto dell’american way of life.

  1. Lo sviluppo e l’innovazione sono generati ed alimentati da ecoistemi (indagati dalla teoria della complessità) che funzionano bene laddove ci sono chiare regole di ingaggio: nella selezione della classe dirigente, in entrata ed in uscita – con chiare scelte di vita e di passione – con esplicite scelte di contrasto o allineamento
  2. L’imprenditorialità nasce all’interno di sistemi aziendali in grado di attrarre- integrare e mettere in circuito soggetti con  competenze scientifiche e professionali
  3. Serendipty e pensiero laterale costituiscono una fonte di innovazione
  4. Innovazione comporta anche il coraggio di riconoscere gli errori; e coraggio è anche necessario per risollevarsi dalle sconfitte e dai fallimenti a fronte del fatto che ha successo una start up su dieci avviate  e che la percentuale di avvio in Borsa è di un’Impresa su 1000
  5. Silicon walley = land of innovation, un ecosistema che ha le caratteristiche di una “foresta brasiiana” in cui sono presenti e necessari tutti gli animali
  6. “PICCOLO E’ STUPIDO”: lo sviluppo, vero, è legato al desiderio di diventare grandi
  7. PMI nel Nordest: il nanismo imprenditoriale è legato alla volontà delle “famiglie” di mantenere il controllo; un atteggiamento che è mortifero per la crescita delle aziende che debbono invece essere strutturalmente aperte e  predisposte alla collaborazione
  8. RISORSE FINANZIARIE PER CRESCERE: la via maestra è l’approvvigionamento in Borsa; in ogni caso non sono le Banche la fonte di finanziamento, bensi Fondi e Venture capital specializzati
  9. In un ecosistema, è fondamentale la presenza di Grandi Università che debbono essere organizzate per Grandi dipartimenti in cui praticare l’interdisciplinarietà: il confronto USA – ITALIA risultante sconfortante per un Paese come il nostro in cui prevale la frammentazione delle parrocchiette accademiche con “venti dipartimenti al posto di uno”!
  10. Innovazione non significa inventare, bensì scegliere i prodotti vincenti, attraverso: prodotti nuovi, di sostituzione, migliori (vedi SAMSUNG), abbassamento dei costi, riorganizzazione catene di vendita, la logistica, il franchising (v. BENETTON)
  11. Le Grandi Imprese faticano ad innovare: debbono pertanto incorporarla attraverso l’ingaggio di nuovi leader, l’acquisizione di aziende innovative, riorientamento strategico (vedi IBM dai PC ai Services)
  12. ECOSISTEMI: esempio del progetto SEMANTIC VALLEY  a Trento
  13. START UP: il rischio dei “giovani carne da cannone” senza esperienze lavorative e pertanto inadatti a partecipare a piani di sviluppo
  14. CORSI PER L’INNOVAZIONE: inutili! Soprattutto laddove i Docenti non hanno background imprenditoriali
  15. LATO B: fondamentale per il successo
  16. Distinguere tra meta discorsi e realtà nei progetti di sviluppo

Se dovessi esprimere una valutazione di sintesi di tutte le indicazioni, suggestioni, riflessioni esposte da Vincentelli per il loro significato rispetto ad una (necessaria) strategia di sviluppo per il Nordest, parlerei di una sferzata senza sconti, di un’iniezione di intelligenza contagiosa, di provocazioni sostenute da una conoscenza senza barriere e pregiudizi.

Insomma una serata che mi auguro abbia acceso nuovi entusiasmi ed alimentato dubbi rispetto all’approccio provinciale e lagnoso ancora predominante nel dibattito sulla crisi.

La discussione è aperta e mi attendo repliche e contributi….

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